Valutazioni Economiche

La scelta sull’opportunità o meno di realizzare un impianto fotovoltaico dipende dalla convenienza economica dell’investimento.

Un impianto fotovoltaico costituisce un investimento, cioè un impegno di capitale a fronte del quale ci si attende un adeguato ritorno in benefici non necessariamente di carattere esclusivamente economico.

Tuttavia per l’utenza normale ciò che incide quasi totalmente sulla decisione di installare o meno un impianto fotovoltaico, è il rientro economico dall’investimento in un lasso di tempo sufficientemente breve.

Per decidere di effettuare o meno un investimento è necessario considerare gli esborsi e gli incassi nel corso degli anni di riferimento. Poiché queste quantità avvengono in tempi diversi,  per poterle confrontare è necessario usare un criterio di attualizzazione ad un certo istante sia dei ricavi che delle spese che si susseguono negli anni. Uno dei metodi comunemente usati è quello noto con il nome di Valore Attuale Netto (VAN).

Il Valore Attuale Netto è la somma algebrica dei costi e dei ricavi nel corso degli anni ed è così definito:

 


Dove: I è l’investimento iniziale, Rk = è la somma dei ricavi nell’anno, Ck è la somma dei costi nell’anno e VR è il valore residuo nel periodo considerato.

Il periodo considerato nel calcolo può fissarsi in venti anni, periodo coperto dagli incentivi; ovviamente,  durando l’impianto ancora molti anni, il residuo, al netto delle spese di manutenzione, peraltro parecchio contenute, deve considerarsi puro guadagno.

Si consideri, come esempio, un impianto di 1 kWp di potenza che produca in un anno al sud Italia 1600 kWh.

Si ipotizzi che l’impianto sia ammesso, poiché installato a regola d’arte, al nuovo conto energia che per impianti ad esempio parzialmente integrati, conceda 0,44 €/kWh per venti anni.

Si ipotizzi ancora che tale impianto costi, IVA compresa, 7.700 €, mentre i costi annui di esercizio e manutenzione ammontino a 70 €.

Il costo medio dell’energia acquistata dal Gestore sia di 0,21 €/kWh (IVA compresa).

Mentre il contributo statale per 20 anni non può essere aggiornato (poiché l’incentivo statale è concesso costante nel tempo), tutte le altre voci devono essere attualizzate secondo l’inflazione, che si assume pari al 2,5% annuo.

In questo caso, al ventesimo anno l’interesse composto vale: (1+i)n = 1,64.

Pertanto il valore dell’investimento è:

I = 7.700 €

Il ricavo dovuto alla produzione di energia è:

R1 = 0,44 * 1600 = 704 €/anno costante nel tempo

Il risparmio per il non acquisto dell’energia prodotta e consumata:

R2 = 0,21 * 1600 = 336 €/anno assunto crescente al tasso inflattivo

Il costo per la manutenzione:

C =  70  €/anno crescente con l’inflazione

Il valore del VAN a 20 anni è:

VAN20 =  8.749 €

Avendo considerato nullo il valore residuo dell’impianto.

Mentre il VAN a 9 anni vale:

VAN9 = 460 €

Da cui si evince che, in questo esempio, l’investimento si recupera in 9 anni.

 

Si consideri, adesso, un impianto di un kWp di potenza che produca in un anno al centro Italia 1400 kWh.

Il ricavo dovuto alla produzione di energia è:

R1 = 0,44 * 1400 = 616 €/anno costante nel tempo

Il valore del VAN a 20 anni è:

VAN20 =  7.722 €

Avendo considerato nullo il valore residuo dell’impianto.

Mentre il VAN a 10 anni vale:

VAN10 = 371 €

Da cui si evince che, in questo esempio, l’investimento si recupera in 10 anni.

 

Si consideri, infine, un impianto di un kWp di potenza che produca in un anno al nord Italia 1100 kWh.

Il ricavo dovuto alla produzione di energia è:

R1 = 0,44 * 1100 = 484 €/anno costante nel tempo

Il valore del VAN a 20 anni è:

VAN20 =  5.165 €

Avendo considerato nullo il valore residuo dell’impianto.

Mentre il VAN a 12 anni vale:

VAN10 = 457 €

Da cui si evince che, in questo esempio, l’investimento si recupera in 12 anni.

 


Si consideri, da ultimo, un impianto per produzione di energia elettrica di 100 kWp di potenza che produca in un anno al sud Italia 1600 kWh e che voglia realizzarsi a fini lucrativi.

Si ipotizzi che l’impianto sia ammesso, poiché installato a regola d’arte, al nuovo conto energia che per impianti su terreno non integrati, conceda 0,36 €/kWh per venti anni.

Si ipotizzi ancora che tale impianto costi, IVA esclusa (in questo caso l’IVA è detraibile come una normale attività commerciale), 600.000 €, mentre i costi annui di esercizio e manutenzione ammontino a 6.000 €.

Il ricavo dalla vendita di energia sul mercato vincolato è pari a 0,96  €/kWh.

Mentre il contributo statale per 20 anni non può essere aggiornato (poiché l’incentivo statale è concesso costante nel tempo), tutte le altre voci devono essere attualizzate secondo il valore del costo del capitale o tasso di rendimento, il ricavo dalla vendita di energia secondo il 40% della variazione dell’indice Istat relativo, in base a quanto disposto dall’Autorità competente. Per il costo del capitale si assuma il valore del 7% che certamente un investitore sarebbe disposto ad accettare con riferimento al basso margine di rischio dell’attività da intraprendere.

Pertanto il valore dell’investimento è:  I =  600.000 €

Il ricavo dovuto alla produzione di energia è:

R1 = 0,36 * 1600 * 100 = 57.600 €/anno costante nel tempo

Il ricavo dovuto alla vendita dell’energia, trascurando per semplicità il 40% di variazione sull’indice Istat, è:

R2 = 0,096 * 1600 * 100 = 15.360 €/anno assunto costante nel tempo

Il costo per la manutenzione (0,5% annuo):

C =  3.000  €/anno crescente con l’inflazione

Il valore del VAN a 20 anni è:

VAN20 =  126.171 €

Avendo considerato nullo il valore residuo dell’impianto.

Mentre il VAN si annulla a 14 anni che può essere considerato il tempo di recupero dei capitali investiti al tasso di rendimento del 7%.

 

Se si considera il mero flusso di cassa nel corso dei 20 anni si ha invece un valore finale pari a: +799.200 € e il rientro dall’investimento si ha in sette anni e mezzo.

 

Da tutti gli esempi prima riportati si evince che la realizzazione di un impianto fotovoltaico è sempre conveniente anche considerandone i soli risvolti economici; è altresì evidente che, per impianti di una certa consistenza (superiori ai 50 kWp), può valutarsi la opportunità di diventare produttori di energia elettrica ricavandone interessanti profitti.

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