Fotovoltaico per Produzione e Consumo

Stabilita la convenienza economica alla realizzazione di un impianto fotovoltaico, è importantissimo comprendere quali sono i meccanismi che legano la produzione di energia rispetto al consumo o alla vendita della stessa energia prodotta.

In base al Decreto Legislativo n° 79 del 16 Marzo 1999, le imprese distributrici hanno l’obbligo di connettere alle proprie reti tutti i soggetti che ne facciano richiesta, pertanto chiunque può produrre energia e connettersi alla rete di distribuzione purchè rispetti i requisiti tecnici stabiliti dall’Autorità per l’energia elettrica.

Per tutti gli impianti connessi alla rete elettrica di distribuzione (grid-connected) sono possibili due soluzioni tecniche di allacciamento: lo scambio sul posto o la produzione.

Con il meccanismo dello scambio sul posto l’utente produce energia e la consuma o la immette in rete più o meno totalmente in dipendenza dei carichi (luce, elettrodomestici) che ha collegati nel momento in cui l’impianto eroga energia. L’energia non consumata istantaneamente viene immessa in rete ed è sempre possibile prelevare, al bisogno, energia dalla rete di distribuzione. A fine anno viene fatto il conguaglio tra l’energia elettrica consumata e quella prodotta. Nel caso di energia complessiva annuale consumata maggiore di quella prodotta, dovrà corrispondersi al gestore di rete il prezzo di acquisto sulla differenza. Nel caso di produzione maggiore rispetto al consumo l’utente avrà tre anni di tempo per consumare l’esubero, altrimenti verrà definitivamente perduto e non retribuito dal gestore di rete. È ovvio che in regime di scambio sul posto l’impianto deve dimensionarsi per il consumo prevedibile dell’utente poiché l’esubero non viene pagato, anche se usufruisce della tariffa incentivante che premia la produzione indipendentemente dall’uso che si fa dell’energia.

Con il meccanismo della produzione l’utente invece, se non usa istantaneamente l’energia erogata dall’impianto fotovoltaico, la stessa finisce in rete e viene retribuita a prezzi di mercato o con la tariffa di mercato vincolato. Quando ha necessità di energia e l’impianto non produce o non produce a sufficienza, l’utente deve acquistarla dalla rete secondo i prezzi del distributore. In sostanza l’energia prodotta viene sia consumata (ricavandone un risparmio sulla bolletta) sia venduta istantaneamente, con la differenza che la vendita e l’acquisto avvengono con prezzi diversi: attualmente viene venduta a 9,6 c€ per ogni kWh ed acquistata dai 12 ai 18 c€ per ogni kWh a secondo del tipo di contratto stipulato con il distributore.

Pertanto appare del tutto evidente che l’utente domestico ha tutto l’interesse di usufruire dello scambio sul posto (tranne il caso in cui l’abitazione è di uso stagionale), mentre l’azienda potrebbe avere più convenienza, anche ai fini fiscali, di usufruire del contratto di produttore o auto produttore (consumo >= al 70% della produzione). Un’azienda che lavori molto in orari notturni invece potrebbe optare per lo scambio sul posto, poiché buona parte dell’energia non sarebbe disponibile nel periodo in cui necessita.

Lo scambio sul posto può realizzarsi fino a 20 kWp di potenza, anche se è previsto l’incremento a 200 kWp, ma si è ancora in attesa delle Delibere di applicazione da parte dell’Autorità competente.

È ovviamente possibile realizzare un impianto fotovoltaico esclusivamente per la vendita dell’energia prodotta, ma tale ipotesi, si ritiene, è interessante per impianti di taglia medio grande (da 50 kWp in su).

Torna su

TOP100-SOLAR pannelli fotovoltaici Energyleague.com